4 chiacchiere con Alfonso Vastano

Alfonso Vastano è nato a Capua. Pisano d'adozione, vive in Toscana da oltre 50 anni, a Massa Carrara. Pratica svariate tecniche di pesca da terra come surfcasting, rockfishing, carpfishing, spinning, e vari tipi di pesca dalla barca. E'' direttore della rivista Pesca da Terra e ha scritto per anni su Pesca in Mare e su altre riviste europee. Il suo motto è:

"I campioni sono come le canne al vento...Si piegano ma non si spezzano"

- Iniziamo subito con la prima domanda Alfonso, tornando indietro con la memoria, ricordi come è scoccata la scintilla che ti ha fatto innamorare della pesca?

Per risalire a quel momento bisogna tornare indietro nel tempo di oltre 50 anni. In realtà, infatti, la vicinanza con il mare, la grande passione per la vita all’aria aperta e un babbo amante della natura in tutte le sue forme hanno fatto scattare la scintilla fin da ragazzino e da quel momento la passione per la pesca non mi ha più lasciato, fino a diventare, ormai da moltissimi anni, una professione.

-  Anche Tua moglie Daniela è una grande appassionata di pesca, lo è diventata forse per poterti stare vicino?………

No! L’ho conosciuta sui campi di gara. Poi abbiamo condiviso insieme la vittoria di tre mondiali e…oggi condividiamo la stessa passione e in parte lo stesso lavoro.

- Alfonso hai altri hobby oltre la pesca?

Si purtroppo sono un “malato” di tutto ciò che mi può far vivere all’aria aperta. Amo la fotografia, la pesca subacquea e la caccia che sono state in passato una vera e propria “malattia”, così come andar per funghi e… chi più ne ha più ne metta. Insomma, come amo definirmi, sono un inguaribile “animale da esterno”. 

- CT della nazionale femminile di surfcasting già tre volte campione del mondo (2002 Belgio -2003 Portogallo -2005 Italia) bronzo in Inghilterra e Sud Africa e coordinatore di tutte le nazionali di surfcasting negli anni 2005-2006 con le quali hai vinto moltissime medaglie...Quali sono i prossimi tuoi impegni nel settore agonistico?

Sicuramente quest’anno, in occasione dei Giochi della Pesca che si svolgeranno in Italia, i due mondiali che mi vedono coinvolto da CT, ovvero quello di surfcasting e quello di carpfishing. Poi vedremo, se la Federazione vorrà e gli impegni me lo consentiranno, mi piacerebbe continuare con questa bellissima avventura.

- Tra le tante tecniche che pratichi, surfcasting, beach legering, rochfishing e carpfishing, quale tra queste ti affascina di più e soprattutto, c’è qualche tecnica tra quelle che non pratichi che ti piacerebbe intraprendere?

Come ho già detto in precedenza, pratico moltissime tecniche di pesca, tuttavia il surfcasting e il carpfishing sono le due discipline che amo di più e alle quali sono legato maggiormente. Detto questo, adoro lo spinning in tutte le sue forme, sia in acqua dolce che in mare e mi piacerebbe potermici dedicare con maggiore attenzione, purtroppo il tempo è tiranno e….

- Per i tuoi impegni sportivi e la tua passione, che è diventata un lavoro, devi viaggiare tanto. Ci racconti in quali posti sei stato e quale tra i tanti ti è rimasto nel cuore ? E perché?

Ormai non ricordo nemmeno più tutti i posti dove sono stato a pescare. Amo viaggiare e fin da bambino, ogni volta che potevo, partivo per un’avventura. Il mondo è pieno di località bellissime e molte sarebbero ancora quelle che mi piacerebbe vistare, tuttavia adoro l’Africa e credo proprio di essere ammalato del suo proverbiale “mal d’Africa” tanto che appena posso mi ritiro a Capo Verde, dove ormai ho messo una piccola radice. Adoro quel luogo per la sua tranquillità, le spiagge infinite e l’oceano da cui non riesco a stare lontano.

- Raccontaci una giornata di pesca che ti è rimasta particolarmente impressa, per una bellissima preda che non dimentichi o per qual si voglia altro motivo.

Anche in questo caso i ricordi sono infiniti e vanno dai grandi tarpon di Cuba agli squali di Boavista, dai marlin delle Canarie alle grandi carpe della Russia. Tuttavia l’incontro con una razza enorme pescata a Graciosa alle Canarie, circa 15 anni fa, mi è rimasto nel cuore. Un combattimento iniziato alle 8 di sera e terminato alle 3 del mattino, quando sono riuscito a spiaggiarla per poi crollare a terra esausto. Un’esperienza indimenticabile che ancora oggi ricordo con grande emozione.

- Ma raccontaci anche una giornata che invece ti ha lasciato l’amaro in bocca….Anche tu che sei un grande esperto avrai provato lo sconforto del perdere un bel pezzo durante il recupero?

Sicuramente più di uno! Perdere un bel pesce è sempre un’esperienza sgradevole, se non altro perché nella grande maggioranza dei casi ciò è dovuto ad un nostro errore. Ricordo sempre con grande dispiacere la perdita di un bellissimo squalo martello di oltre 2 mt catturato da riva, sempre a Graciosa, un evento tutt’altro che comune, il tutto a pochi metri dalla battigia. Anche in questo caso, un recupero lunghissimo ed estenuate, poi finalmente sono riuscito a portarlo a riva ma…dato che nessuno se la sentiva di andarlo ad afferrare per la coda, ho passato la canna ad un amico per effettuare io l’operazione e…in quel momento lo squalo si è girato e con un colpo micidiale ha tranciato la lenza madre. Peccato, avrei voluto fargli una foto prima di rilasciarlo al suo mare.

- Raccontaci un piccolo aneddoto, o qualche cosa di strano o simpatico che ti è capitato durante i tuoi viaggi.

Moltissimi gli aneddoti e tantissime le storie che potrei raccontare. Tra tutte, un’esperienza assai particolare quella del mio primo viaggio in Russia in cerca di grandi carpe sul Volga. Ospitati in una capanna sul delta, in prossimità del Mar Caspio da un vecchio pescatore di storioni, siamo rimasti praticamente isolati dal resto del mondo per oltre 15 giorni, mangiando soltanto storione bollito e caviale e…udite udite, bevendo l’acqua del fiume che posso assicurare essere tutt’altro che limpida e pura. Tutto andò per il meglio e ce la cavammo senza nessuna conseguenza, anche se devo dire che fu tutt’altro che gradevole.

- L’editoria è in crisi, nascono e chiudono tante nuove riviste di pesca…Pensi che il futuro dell’informazione pesca sportiva non sia più nella carta stampata? In questo caso, quali sono i nuovi canali di informazione che insegneranno e racconteranno la pesca? O pensi sia solo un momento e che vedremo poi ricrescere l’interesse dei pescatori verso riviste, libri e affini?

II mondo cambia e con esso anche i mezzi d’informazione ed oggi internet, Facebook, la televisione ecc la fanno da padrone.

Tuttavia penso che, indipendentemente dal momento critico che la carta stampata sta vivendo, le riviste mantengano il loro fascino e ruolo di primaria importanza nel settore.In altre parole, anche se la crisi è profonda e sono molte le riviste che stentano a sopravvivere, personalmente credo che lo spazio per chi lavora bene ci sia sempre. Ovviamente è necessario stare al passo con i tempi e mettere in atto tutte quelle sinergie di cui sopra, oggi indispensabili per rimanere attivi e sempre presenti, accontentando gli appassionati e cercando di dare loro sempre il massimo.

- Hai un consiglio o una raccomandazione da fare ai nostri tanti lettori, sia a chi si cimenta per la prima volta nella pesca e perché no anche a chi è già esperto?

Di consigli e raccomandazioni ne abbiamo sempre bisogno. Nella pesca come nella vita non si smette mai d’imparare e solo l’umiltà può farci crescere. Che dire posso solo suggerire a tutti gli appassionati di vivere questo sport con grande amore, cercando di coglierne tutti gli aspetti positivi che esso racchiude e non dimenticando mai che, al di là delle catture, la pesca sportiva può farci trascorrere momenti indimenticabili, socializzare, stringere amicizie e…nei limiti delle nostre possibilità farci viaggiare. Insomma, un vero e proprio stile di vita, sano ed affascinante, che ci accompagnerà per tutta la vita.

Grazie Alfonso per la tua disponibilità, siamo veramente felici di ospitarti su 2anglers, crediamo che il nostro pubblico abbia gradito conoscerti meglio anche come uomo oltre che nell’ambito della pesca sportiva.

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