E' mattanza  di Alessandro Usai    1 - 2

 

Anni e anni sono passati da quando le prime tonnare vennero calate per la pesca del tonno di corsa, che migra verso le acque più calde per la riproduzione. Ancora oggi in alcune zone del Mediterraneo l’antico rito si svolge, tramandato oralmente da secoli. Abbiamo visitato la tonnara di Carloforte, paese situato nell’isola di S.Pietro, a poche miglia dalla costa meridionale sarda.

LE ORIGINI – La mattanza è un sistema di pesca dalle origini molto antiche; si pensi che si trovano cenni su di essa addirittura nell’odissea di Omero. Con tutta probabilità, già i fenici praticavano questo particolare tipo di pesca, anche  se il caratteristico svolgimento rituale odierno è stato acquisito dal popolo arabo. Anno dopo anno, è ormai da secoli che i tonnarotti compiono per tradizione gli stessi gesti di un tempo; canti e preghiere sonorano l’azione di pesca. E il tonnarotto più esperto, detto “rais”, è il custode delle modalità e dei segreti che oralmente sono stati tramandati di generazione in generazione. Egli dirige la disposizione delle reti e l’azione di pesca vera e propria, impartendo gli ordini a tutto il gruppo e decretando infine l’uccisione dei tonni.

IL SISTEMA DI PESCA – Cerchiamo di spiegare in breve il funzionamento della tonnara. Nelle aree segnalate dai punti a terra tramandati per secoli dai tonnarotti di un tempo, dove è ritenuto abbondante il passaggio dei tonni, viene calata appunto la rete della tonnara. Questa è composta da camere, all’interno delle quali il tonno entra inconsapevole del suo destino e seguento il suo istinto; percorre la rotta di migrazione che geneticamente gli è stata trasmessa, sino da arrivare alla cosiddetta camera della morte, che trova però chiusa. Nonostante essa sia sbarrata da una rete, il tonno non torna indietro, e rimane indirizzato verso la sua rotta. Nel momento in cui il numero dei tonni accumulati nella camera precedente a quella della morte è notevole, la rete di divisione tra le due camere viene ritirata, e si attende l’ingresso dei tonni nella camera successiva, quella della morte appunto. A ingresso avvenuto, il rais grida “è mattanza!”, e l’antico rito ha inizio. Questa camera è provvista di una rete con fondo mobile, la quale issata dai tonnarotti costringe i tonni a salire in superficie. Man mano che l’acqua a disposizione dei tonni diminuisce, essi si dibattono, scontrandosi l’un l’altro e iniziando un progressivo indebolimento. A questo punto i tonni vengono issati a bordo delle chiatte tramite aste provviste di grossi uncini e con l’utilizzo di paranchi per i tonni più grossi. Lo sforzo che i tonnarotti compiono in quest’ultima fase è notevole, spettacolare e pietoso allo stesso tempo: il mare si tinge di rosso, le grida dei tonnarotti si confondono con i colpi di coda dei tonni e gli spruzzi da essi generati.

IL TURISMO - Sale vertiginosamente il numero dei turisti che assistono alla mattanza, scontrandosi talvolta col mare mosso pur di assistere all’evento. A tal proposito si sono infatti organizzate barche adibite esclusivamente al trasporto dei turisti; il pesca-turismo sta prendendo piede celermente anche attorno a questa antica modalità di pesca.

 
 

 © 2002 www.2anglers.it - Tutti i diritti riservati -