4 chiacchiere con Daniela Ferrando

Daniela Ferrando è nata a Savona e risiede in provincia di Massa Carrara. Pratica il surfcasting, il carpfishing e altre tecnica di pesca sia in mare che in acqua dolce. Scrive su Pesca da Terra, Pesca in Mare, Pesca In, Carp & Cat Fishing, Noi Pescatori, ed è la sostenitrice di punta dell'Associazione Fishing Ladies... Il suo motto è:

"Per essere insostituibili bisogna essere unici"

- Iniziamo subito con la prima domanda Daniela, tornando indietro con la memoria, ricordi come è scoccata la scintilla che ti ha fatto innamorare della pesca?

Assolutamente si, avevo 23 anni e sono stata condotta a pesca da amici. In quell’anno nel posto dove mi recavo due volte la settimana nel solo mese di aprile catturai ben 164 mormore pescando con due canne ed un amo ancora a piombo scorrevole. Dove andavamo le mormore avevano fatto “montone” ma tutti si guardarono bene dal spiegarmelo e così mi innamorai della pesca pensando che sarebbe stata sempre foriera di copiosi carnieri. Ho capito solo dopo che la realtà era differente, ma nel frattempo la “malattia” mi aveva già contagiata.

- Pensi che per una donna sia più difficile avvicinarsi alla pesca?

Penso sia solo una questione di testa: è la donna che pensa sia una cosa da uomini e non la prova. Io sono sempre stata disponibile a provare nuove cose, fermo restando la mia facoltà di decidere se mi piacciono o meno e così è stato anche per la pesca. In realtà lo ritengo uno sport perfetto per il cosiddetto “sesso debole” .

- Cosa potresti consigliare a una donna che vorrebbe avvicinarsi ad una qualsiasi tecnica di pesca?

Penso che la pesca sia uno sport adatto al pubblico femminile, perché richiede concentrazione, precisione, impegno e alle donne tutto questo non manca. Nel caso si voglia avvicinare a tecniche di pesca non con artificiali, consiglio di iniziare con degli inneschi meno cruenti di polpa di gambero per poi abituarsi all’uso di esche più “ripugnanti” come i vermi.

- Un consiglio che daresti ad un uomo che vorrebbe far avvicinare la propria compagna alla pesca?

 Proponete la cosa come un’uscita diversa all’aria aperta e fate partecipare la vostra compagna in tutto, aiutandola e non spazientendovi, proprio come si farebbe con un figlio per avvicinarlo ad una cosa nuova. Spesso è l’errato atteggiamento dei compagni ad allontanare mentre un po’ di pazienza val bene la condivisione di un amore così grande. In secondo luogo, appena possibile approntate un’attrezzatura tutta per lei che la faccia sentire padrona della situazione: ciò verrà molto apprezzato

- Quale tecnica ti affascina di più tra quelle che pratichi, e soprattutto c’è qualche tecnica che ti piacerebbe intraprendere?

 Sicuramente il mio grande amore è il surfcasting, ma mi piacerebbe provare anche tecniche nuove come la mosca  e la pesca al colpo con la roubaisienne.

- Hai altri hobby oltre la pesca?

La lettura senza la quale non posso proprio vivere. Macino libri in continuazione e i miei preferiti sono i romanzi storici, meglio ancora se a sfondo “giallo”.

- Parlaci dell’associazione Fishing Ladies, di cosa si occupa? E quale è il suo scopo?

E’ un’associazione senza scopo di lucro nata per unire ed agevolare tutte le pescatici di qualsiasi tecnica. Il suo scopo è di diffondere la pesca al femminile e nei bambini e per questo si fanno corsi e stage di vario livello. Quest’anno organizzeremo un trofeo di surfcasting, “Pesca un sorriso”, il cui ricavato andrà devoluto all’Ospedale Pediatrico Gaslini di Genova e sarà l’evento ad oggi più importante che abbiamo fatto. Tutte possono iscriversi all’associazione e riceveranno la maglietta, il cappellino e la tessera che dà loro diritto a sconti in tutta Italia in negozi, hotel e tanto altro ancora.

Per iscriversi basta spedire il coupon che si trova sulle riviste dove scrivo e sulle quali c’è un’intera pagina a noi dedicata, oppure sul sito www.ediservice.it.

- So che per la tua passione, devi viaggiare tanto. In quali posti sei stata e quale tra i tanti ti è rimasto nel cuore ?

Grazie al mio lavoro e a quello di mio marito Alfonso Vastano viaggiamo molto e devo dire che tutti i posti mi affascinano perché vedo cose nuove, ma certamente posso dire di essere ammalata di “mal d’Africa” perché è quello il posto più magico che ho conosciuto. Lì si può vivere ancora a misura d’uomo e il ritmo della vita non è scandito dagli orologi e dagli appuntamenti, ma dal ritmo dei giorni e delle stagioni e il tempo è un bene di tutti e che ognuno possiede in grande quantità.

- Raccontaci una giornata di pesca che ti è rimasta particolarmente impressa, per una bellissima preda che non dimentichi o per qual si voglia altro motivo.

Penso che la cattura del mio primo squalo grande a Boa Vista di Capoverde mi rimarrà sempre impressa anche perché era il giorno del mio compleanno e un regalo del genere per il mio carattere è stato davvero il massimo.

- Ma raccontaci anche una giornata che invece ti ha lasciato l’amaro in bocca….Anche un'esperta come te avrà provato lo sconforto del perdere un bel pezzo durante il recupero?

Certamente con gli squali ciò avviene e sicuramente penso di aver perso il più grande della mia vita, ma l’emozione di averlo in canna per qualche decina di secondi è stata comunque impagabile. La frizione era chiusa al carico di rottura, ma la bobina girava come se fosse libera e sembrava di avere incocciato un TIR in corsa. Una sensazione incredibile che spero mi possa ricapitare.

- Raccontaci un piccolo aneddoto, o qualche cosa di strano o simpatico, che ti è capitato durante i tuoi viaggi.

Forse la cosa più buffa mi è capitata durante il Campionato del mondo in Belgio dove ho incocciato una grossa spigola e il recupero era molto impegnativo data l’onda importante nello scalino di risacca.

Per indietreggiare e salpare il pesce non mi sono accorta che avevo il cassone proprio dietro di me e nello stesso momento in cui il pesce è uscito sul bagnasciuga io sono capitombolata sul cassone, ma ormai la preda era al sicuro e  mi è valsa un bel primo assoluto di manche.

- Hai un consiglio o una raccomandazione da fare ai nostri tanti lettori e lettrici, sia a chi si cimenta per la prima volta nella pesca e perché no anche a chi è già esperto?

La pesca è uno degli sport più sani ed emozionanti e non esistono diversità tra donne e uomini perché siamo tutti “pescatori” con un’unica passione. L’importante è capire che è uno sport dove si deve sempre pensare alla preda non come ad un avversario, ma come ad un amico di avventure che se possibile deve essere liberato per futuri possibili incontri.

Grazie Daniela per la tua disponibilità, siamo veramente felici di ospitarti su 2anglers, crediamo che il nostro pubblico abbia gradito conoscerti meglio anche come portavoce dell'associazione, oltre che come donna nell’ambito della pesca sportiva.

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