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Nostre
- Tonni fuori stagione di
Alessandro Usai 1 -
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Chi pratica il bolentino ad un certo
livello sicuramente sà cosa è il drifiting; per chi non lo sapesse,
è una sorta di bolentino a mezz'acqua, che si pratica in genere a
scarroccio o più raramente ancorati. Si possono catturare in questo
modo le prede più tipiche della superficie e della mezz'acqua. Non
avendo una sezione apposita, abbiamo pensato di raccontarvi questa
avventura nella sezione "bolentino", visto che come tecnica di pesca
è quella che più gli si avvicina... |
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BISOGNA CAPIRE IL MARE -
Da buoni
pescatori, ormai le zone di mare circostanti lo splendido litorale
in cui viviamo, le abbiamo girate tutte. E questo testare per anni
ogni pezzo di mare, porta spesso a notare cose che i più non notano,
forse perché troppo legati ai luoghi di pesca “classici”, forse per
il poco spirito di osservazione e la mediocre attitudine a ricordare
ogni singolo fatto, per estrapolarne poi un pensiero, una
convinzione. Qui nella nostra zona è risaputo che i tonni passano, e
non solo passano, penso io, ma ci sono più o meno tutto l’anno. Le
mattanze sono il segno evidente della presenza del tonno. Proprio
in concomitanza di esse infatti, molti pescatori sportivi si
riversano a breve distanza da dove queste operano, e tentano la
cattura dei tonni a drifting. In anni di pesca, ho avuto modo di
fare alcuni avvistamenti di tonni in particolari zone e in
determinanti periodi. Avendo buona memoria ed elaborando come un
computer i dati immagazzinati nella mia mente, ho tratto la
conclusione che la cattura dei tonni si può tentare in zone e
periodi che molti pescatori non
condividerebbero affatto. |

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CHI CI CREDE, CI PROVA -
Incurante di ciò e convinto del mio pensiero, una fredda mattina di marzo,
approfittando del fermo biologico per i pescatori professionisti, con mio padre
organizzammo una battuta di pesca e partimmo pieni di speranza.
La giornata era perfetta: niente reti e mare calmo, regola essenziale
per andare a scarroccio non troppo veloci e per far si che si potesse
pescare senza alcuna zavorra sulla lenza...A bordo, una cassa di
sarde, qualche accessorio ed eravamo pronti x tentare la sorte, per
verificare se ciò in cui credevamo potesse veramente essere
possibile... |
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FINALMENTE SI PESCA
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Arrivati nella zona interessata ci dividemmo i compiti: io preparai
la canna e la misi in pesca, e lui iniziò a tagliuzzare le sardine
per creare la scia di pastura. Legai l'amo direttamente sulla lenza
madre, una tecnica molto rudimentale, e fermai il palloncino a circa
30 mt da questo, sapientemente innescato con una bella sarda intera.
Dopo alcune rimonte, nelle quali la scia della pastura si prolungava
e intensificava, ecco finalmente il segnale. Il palloncino che avevo
piazzato per mantenere la profondità di pesca voluta, iniziò ad
agitarsi. Ecco che partì la frizione...La fuga non era troppo
violenta. Non pensavo potesse essere un tonno, e presi quindi in
mano la canna senza mettermi la cintura da combattimento. Iniziai il
recupero: “si, il pesce c’è, ma non tira granchè, sarà una ricciola
o un dentice, non più di dieci chili”, dissi non troppo allegro a
mio padre, passata l'eccitazione di primo impatto. Ma dopo aver
recuperato una ventina di metri, la bestia si arrabbiò sul serio, e
partì con una fuga da paura. Chiusi ulteriormente la frizione e
rivalutai la situazione: “altro che dentice! O è una ricciola grossa
o è un tonno!” |
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LA VITTORIA SI AVVICINAVA -
Dopo una
mezz'ora la preda iniziò ad avvicinarsi al gommone, salendo
stremata e disegnando cerchi concentri sotto di noi. E sù le nostre
voci: “è un tonno…no, è una ricciola…macchè mi sembra un tonno…” E’
ormai a pochi metri dal gommone: è un tonno! |