L'invasione arriva dal mare  di Alessandro Usai    1 - 2

 

Con la progressiva tropicalizzazione delle acque del Mediterraneo, assistiamo sempre più spesso a fenomeni curiosi. Dopo le nuove specie ittiche che hanno colonizzato il mare nostrum, ricordiamo a proposito barracuda e pesci serra, notiamo oggi che anche gli organismi più semplici sentono l'incalzare di questo clima tipicamente equatoriale che sta caratterizzando sempre più le stagioni italiane. Spesso con dei "battellini", talvolta celati da mini capsule, pian piano invadono la costa...

CHI SONO GLI INVASORI? – Sono di due tipi, uno di origine animale, l'altro di origine vegetale.Partiamo dal primo:

I BATTELLINI - Noti anche come "velelle", sono piccoli celenterati appartenenti alla famiglia degli "idrozoi". Sono caratterizzati da un corpo cartilagineo, al di sopra del quale si erge una sorta di piccola vela triangolare, che col vento garantisce un moto a questo particolare organismo che è sprovvisto di un apparato locomotore proprio. Nella parte sottostante si possono notare dei minuscoli tentacoli, che la velella utilizza per il nutrimento, principalmente plancton. Esse proliferano in determinati periodi dell'anno; i nuovi individui nascono da uova depositate in profondità. Successivamente si sviluppano e emergono in superficie, dove aggregatesi si spostano in banchi consistenti a pelo d'acqua, alla mercè del vento e delle correnti; vengono chiamate per questo motivo anche "barchette di S. Pietro".

LO SPIAGGIAMENTO - Capita spesso, specialmente negli ultimi anni, che nelle ultime settimane primaverili il vento e le correnti tirino ai battellini un brutto scherzo, facendogli terminare la loro vita sui litorali nostrani. Spiaggiati in massa, essi formano dei tappeti blu che alla vista paiono simpatici. Questo fenomeno si traduce però in pochi giorni di sole in un forte odore sgradevole e in un consistente ammasso gelatinoso. A chi pensasse di fare una passeggiata su uno dei tappetti blu, consiglio vivamente di lasciar perdere, sia per la scivolosità che lo caratterizza, sia perchè le narici proprio non reggono il confronto. In molte spiagge si è dovuto infatti intervenire per rimuovere lo strato di velelle incriminato, al fine di non far conoscere ai turisti in zona lo spiacevole inconveniente. A quanto pare però, unico lato positivo, la presenza sulla costa di questi idrozoi porta un avvicinamento dei pesci che si cibano di essi; per questo motivo tra un tappeto e l'altro si innalzano spesso le canne da pesca dei surfcastmen, alla ricerca delle prede più ambite.

AVANTI IL PROSSIMO - Conosciuto in breve l'invasore di carattere animale che da qualche tempo sta avvicinandosi alla terraferma, vediamo ora l'organismo vegetale che solo recentemente sta vistosamente facendo concorrenza alle velelle. Di colore giallo-marrone, pare un oliva, al suo interno c'è un seme...Che sarà mai?

 
 

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