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Nostre - Le regole per il Big Fish - La ricciola da sogno di Alessandro Usai 1 - 2 |
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Già in passato cari amici vi avevo raccontato la cattura di un big fish, un grosso esemplare di ricciola (seriola dumerili), il sogno di ogni trainista che si era materializzato in una splendida giornata di fine estate. Analizziamo ora, con questa nuova cattura avvenuta a inizio estate, le differenze di habitat e le abitudini che le grosse ricciole hanno in questo periodo, con in più qualche consiglio per non farsi sfuggire l’occasione della vita…Perchè il big fish in canna capita una o due volte ! |
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LA TRAINA ESTIVA - Più passano gli anni, meno è il tempo che ho a disposizione per andare a pescare; e dividere quel poco tempo fra le varie discipline della pesca sportiva che pratico, è veramente difficile. Io e mio padre non andavamo a traina da un anno, e la voglia era tanta, nonostante la stagione di pesca delle ricciole non fosse ancora nel suo pieno vigore. Ma come già abbiamo avuto modo di vedere in un mio vecchio servizio di qualche anno fa, il periodo iniziale e quello finale della stagione, sono i mesi migliori per fare le catture da record. Quindi nonostante il cappotto quasi sicuro, avvertito dall’improbabile presenza dei branchi in giugno, abbiamo voluto tentare ugualmente la sorte nella speranza di incontrare il big fish, la ricciola da record. Il tempo era buono, per non dire ottimo; cielo sereno e vento a regime di brezza. Non male, anche se per pescare un po’ di nuvolaglia la preferisco. INNESCO DEL VIVO, SI PARTE ! - Messe in traina due lenze, una con cucchiaino e l’altra con matassina, iniziammo a cercare l’esca viva, sugarello o aguglia che fosse. Non tardò ad arrivare l’aguglia, di media dimensione, proprio sulla matassina che avevamo ad essa dedicato. Portata a bordo col guadino, via con l’innesco: tre gli ami in pesca, uno piccolo del 3/0 fissato sul becco, e gli altri due del 5/0 distribuiti ad equa distanza lungo il corpo dell’esca, uno a metà pesce e uno in fondo alla coda. Non cercammo altre esche vive, partimmo subito alla volta dei punti buoni, senza fare alcuna scorta; ci piace pescare nel susseguirsi degli eventi, senza intessere trame e programmi troppo complessi. Gli spot pescosi erano però lontani dal punto di partenza; forse per il mare molto calmo, catturammo l’aguglia lontano dalla costa e dovevamo quindi perdere un po’ di tempo a riaccostare. |
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A nostro discapito, l’incredibile presenza in mare di boe, a segnalare reti e nasse gettate indiscriminatamente, proprio sulla nostra traiettoria di traina. Due le possibilità: passare fra le varie boe rischiando di agganciare l’esca su qualche cima, o allungare di molto il tragitto aggirando la zona a rischio. Scelsimo la prima soluzione, perché passare attorno a quella moltitudine di boe, significava allungare all’incirca di due ore l’arrivo sugli spot pescosi, dove la ricciola in genere c'è... |
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RICCIOLA IN CANNA - Ma proprio mentre passavamo in quel trambusto, con una mano sulla lenza per sentire eventuali incagli o strisciate dell’esca sulle cime, ecco che qualcosa accadde; una forte trazione costrinse mio padre a mollare all’istante la lenza e il cicalino del mulinello partì in volata! Le sfuriate irregolari, nelle quali il pesce prendeva sempre più velocità, toglievano ogni dubbio…Si trattava di "pesce in canna" e non di una cima impigliata ! Dalla fuga furibonda subito capii che non era una preda modesta, ma una ricciola veramente grossa. Intimai quindi allo skipper (mio padre) di seguire la bestia all’istante, perché anche pochi secondi di fuga a quella velocità, sarebbero potuti essere nefasti con un probabile avvolgimento della lenza in qualcuna delle cime. Nella necessità di una reazione rapida, all'inizio dovetti infatti tenere a bada la bestia solo con la forza pura delle braccia, senza l'ausilio di alcun accessorio, tenendo il freno molto chiuso...Solo successivamente indossai la cinturina da combattimento, quando il big fish me lo permise e quando il rischio "cime" era ormai lontano. Presi un ritmo di recupero modesto, non troppo spavaldo ma nemmeno troppo pacato; recuperavo lenza quando si poteva e non cercavo improbabili pompate quando la preda non dava segni di cedimento. |
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Dopo circa 40
minuti di veloci e lunghe fughe, il bestione arrivò sotto
l’imbarcazione, ancora in forze. Ma non abbastanza per cambiare
l’esito positivo della battuta. Con un 1,64 metri per oltre 40kg di
peso, è per ora la ricciola più grossa che siamo riusciti a
catturare !! |
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