Nostre - Surfcasting: la pesca nel sottoriva  di Alessandro Usai   1 - 2

 

Quando sentiamo la parola “surfcasting” subito ci vengono in mente lunghe canne, situazioni estreme, lunghissimi lanci per arrivare alle fantastiche prede, immaginate sempre lontanissime da noi…Come se la distanza fosse l’unico fattore strettamente legato e proporzionato alla difficoltà nel catturare pesci di taglia. Ma spesso ignoriamo che proprio a pochi metri da noi, addirittura sotto il nostro naso, si aggirano i pezzi migliori, le prede più ambite;  e il più delle volte le “saltiamo”, vincolati dalla fissazione che abbiamo di lanciare lontano, vittime di quella visione pessimistica antica di noi uomini che “ciò che desideriamo è sempre lontano da noi”. Vediamo insieme la pesca nel sottoriva, che può regalare grandi soddisfazioni.

SCOPRIAMO IL SOTTORIVA - Per sottoriva intendiamo l’area di mare prossima alla riva che va dal gradino di risacca ad alcuni metri da questo. Durante le scadute ma anche nel bel mezzo della mareggiata, proprio lì sotto si possono catturare le prede migliori. Non servirà una canna particolare, un filo da long casting o quant’altro, ma solo una cosa: la freddezza di “poggiare” il terminale a pochi metri da noi…E attendere. E talvolta non ci sarà neppure da aspettare molto per vedere il vettino della canna che si agiterà come impazzito. Qui sotto potremo incontrare quasi tutte le prede tipiche del surfcasting: orate, saraghi, mormore, spigole, serra….Le prede migliori potrebbero essere proprio lì, nei pressi del gradino di risacca, dove il fondo è continuamente smosso dalle onde che si infrangono e la ricerca di cibo gli è più facile. Dobbiamo precisare che non tutte le spiagge sono adatte a questo tipo di pesca. Le spiagge a granulometria grossa, generalmente profonde e con un gradino di risacca molto alto, sono le migliori. Potremo ottenere discreti risultati anche in spiagge di diverso tipo, ma la vera pesca nel sottoriva va praticata in questa tipologia di luogo, che richiede terminali e accorgimenti precisi che ora vediamo insieme.

LONG ARM, FLOTTER & PATER NOSTER - Uno delle armature-terminali che preferiamo utilizzare è costruita con un lungo braccio da 1 a 2 metri, montato ad una decina di centimetri dal piombo, direttamente sullo shock leader o su di un trave corto. Nel sottoriva si pesca sempre con mare mosso; data la turbolenza notevole che incontrerà il finale in questa tipologia di luogo, sarà neccessario l’utilizzo del flotter, che fisseremo a metà strada sul lungo braccio o più nei pressi dell’amo.

Ci aiuterà ad evitare ingarbugliamenti sul terminale e se di colore sgargiante richiamerà inoltre l’attenzione delle prede. La dimensione del flotter dovrà essere proporzionata alla dimensione dell’esca e al diametro del finale: finali più grossi andranno con esche più consistenti e quindi con flotter più grandi. Eviteremo l’uso del flotter nella pesca col vivo, che potremo effettuare però qui solo con acque non troppo agitate, pena la morte anticipata dell’esca. Altro terminale indicato è il pater noster, che anche in questa zona di mare risulta efficace soprattutto nella pesca light alla ricerca di prede di branco come mormore, saraghi e oratelle. La costruzione è semplice: due braccioli lunghi circa 30 cm montati a 70-90 cm l’uno dall’altro, con il primo di questi posto ad una decina di centimetri dal piombo. Con questo tipo di terminale, adatto alla ricerca di prede modeste, useremo ami ed esche non troppo voluminose; i vermi sottili sono sicuramente i più indicati, innescati anche a pezzetti.

CHE PIOMBO USARE ? - Riguardo alla piombatura, con entrambe i terminali bisogna adoperare una zavorra con buona tenuta e di peso notevole. Questo affinchè la forza che il mare esercita sul trave e sui finali non riesca a smuovere il piombo dal fondo, facendoci trovare a sorpresa le nostre lenze sulla battigia. Se fosse necessario potremo utilizzare pesi superiori al consentito riportato sulla canna; non dovremo preoccuparci per questo, perché non ci troveremo come già detto a dover effettuare dei veri e propri lanci che mettano in pericolo la resistenza del fusto, ma dovremo semplicemente accompagnare il tutto dolcemente e farlo cadere a breve distanza dalla battigia.!

 
 

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