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Quest’anno
l’inverno ha dato il meglio o il peggio di sè per quanto riguarda la
durata e le temperature particolarmente rigide. E’ in queste
condizioni meteo che la nostra preda preferita, la spigola, ama
materializzarsi tra schiuma e marosi. Come sempre noi eravamo lì ad
accoglierla... |
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SITUAZIONE AL
LIMITE: Sicuramente questo è stato l’inverno più freddo e lungo
che io ricordi, sia per le temperature molto rigide sia per la
notevole durata. Malgrado tutto, la voglia di perlustrare i vari hot
spot che gli anni passati ci hanno deliziato con belle catture era
talmente forte che decidemmo anche quella mattina di sfidare il
freddo, manifestatosi in ghiaccio nelle pozzanghere giorni prima
formate dalle intense precipitazioni. Il freddo era veramente
penetrante, ma vi assicuro che appena arrivammo sulla scogliera, la
temperatura almeno nei nostri cuori aumentò rapidamente. Lo scenario
che si presentava d’innanzi a noi era spettacolare: onde a dir poco
enormi che si infrangevano sull’alto muro della scogliera che
avevamo scelto come destinazione, schiuma ovunque anche a più di
cento metri di distanza laddove la prima onda dirompeva.
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Io e Alex ci
guardammo in faccia perplessi: forse non eravamo sicuri che in mezzo
a quel marasma potesse gironzolare qualche forma di vita, ma la
voglia di fare puro hard spinning era immensa. In effetti le
condizioni del mare erano realmente proibitive; ma quando va a pesca
gente psichicamente instabile come noi, allora si può osare. A parte
gli scherzi, in ogni caso la regola principale è che quando si
decide di affrontare fenomeni come vigorose mareggiate, correnti
forti e scogliera alta, bisogna affrontare il mare con la massima
cautela e con grande rispetto, scegliendo gli spot dove onde e
correnti si smorzano, anche e soprattutto per rendere più agevole
l’eventuale cattura della preda, oltre che per poter compiere
l’azione di pesca in piena sicurezza. |