Nostre - Spinning dalla barca: tecniche per il barracuda  di Alessandro Usai    1 - 2 - 3

La progressiva tropicalizzazione del Mar Mediterraneo ci porta sempre più spesso al confronto con nuove specie ittiche. Il barracuda, un tempo catturato unicamente nei viaggi di pesca all’estero, è un predatore ormai tipico dei nostri mari: son trascorsi circa una decina di anni da quando lo Sphyraena Viridensis, parente stretto del  più grosso Sphyraena Barracuda, è diventato cliente abitudinario delle nostre esche artificiali. Per avere buone possibilità di cattura, è fondamentale avere una giusta conoscenza di questo famelico predatore: sapere chi è il nostro avversario ci aiuta sicuramente a fare le mosse giuste per avere la meglio. Vediamo insieme come insidiarlo sportivamente nello spinning dalla barca.

GLI SPOT GIUSTI - Tralasciando volutamente le aree di mare adiacenti ai porti, redditizie ma poco accoglienti dal punto di vista scenografico, troveremo i barracuda negli spot ritenuti classici per la maggior parte dei predatori. Quindi secche, risalite, scogli isolati e fondali rocciosi in genere, sono le zone che frequenta maggiormente, sia quando poste in mare aperto che a breve distanza dalla costa. Potremo ricercarlo qui in tratti di mare profondi da 3 a non oltre 20 metri. Sebbene i barracuda frequentino acque più profonde, nello spinning oltre una certa profondità le possibilità di cattura diminuiscono notevolmente. E’ difficile infatti richiamare l’attenzione di un branco di barracuda che si aggirano ad oltre 20 metri sotto la superficie, soprattutto perché questo loro atteggiamento indica che non sono in caccia, e quindi difficilmente saranno attratti dalle nostre esche. La ricerca su fondali contenuti è perciò da preferirsi per avere maggiori possibilità di successo e non rendere vana la nostra uscita mirata. Importante inoltre seguire le informazioni forniteci dalla natura per la localizzazione del branco…Il volo concentrico dei gabbiani su un’area di mare prossima alla costa o ad un isolotto è spesso uno dei segnali inconfondibili sulla presenza dei barracuda in caccia; perciò un occhio per mare…E uno per aria!

QUALI SONO I MOMENTI MIGLIORI ? - Visti sinteticamente i luoghi, vediamo ora i momenti migliori, sui quali ci si potrebbe invece dilungare ampiamente: questo a causa della singolare imprevedibilità che contraddistingue questo pesce. Non si possono stimare infatti preferenze particolari riguardo a momenti della giornata, maree e condizioni meteomarine durante le quali è più facile incontrarlo. In estate e nei primi mesi autunnali le catture si fanno numerose, ma solo lo studio approfondito di ogni singola posta può far emergere un quadro più chiaro...Perchè da zona a zona, le cose cambiano.

UNA PREDA IMPREVEDIBILE - Sappiamo bene come la maggior parte dei predatori abbia delle abitudini alimentari e delle strategie di caccia ben definite: alcune specie attaccano con acque prevalentemente calme, altre esclusivamente col mare mosso, meglio se schiumato…All’alba, in pieno giorno, la sera o al tramonto. Il barracuda invece pare sottrarsi alla scelta, spiazzandoci completamente, comportandosi in maniera disordinata. Sicuramente l’alba e il tramonto sono dei momenti proficui, così come quando il mare è mosso o in scaduta; ma non dovremo rimanere increduli se attaccherà le nostre esche in pieno giorno e con mare calmo. Non di rado spinner e trainisti sono incappati in branchi di barracuda che col sole alto fremevano come impazziti alla vista degli artificiali! Si può parlare di abitudini alimentari solamente a proposito di aree molto circoscritte, a livello di singolo spot. A seconda della zona di pesca abbiamo potuto notare infatti delle consuetudini ricorrenti per un certo periodo, nettamente differenti però in tratti di mare appena limotrofi; difficile quindi poter azzardare una linea base da seguire riguardo i momenti migliori per insidiare questo predatore. Solo l’esperienza personale “zona per zona”, come marcato in precedenza, ci permetterà di delineare un quadro chiaro per ogni spot e poter impostare di conseguenza l’uscita di pesca.

SOLO ESCHE ROBUSTE - Riguardo le esche e la dentatura del barracuda, è bene fare una premessa…E’ necessario utilizzare solo esche artificiali di qualità, meglio se di materiale plastico o metallico. Guardando attentamente dentro alla bocca di un barracuda, anche di modesta taglia, noterete subito tanti lunghi canini che sovrastano minacciosi l’intero cavo orale. Esche finte poco resistenti, ad esempio in legno di balsa, sarebbero brutalmente “abbattute” dopo alcuni attacchi, risultando a breve inutilizzabili. Dobbiamo avere quindi cura particolare nel scegliere le esche artificiali da dedicare al feroce predone: qualità e robustezza del corpo e delle ancorette sono fattori da non sottovalutare assolutamente se si vuole avere ragione di questo spietato predatore...Basta una sola uscita a pesca per rendersene conto.

 
 

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