Nostre - Aguglie in scogliera: divertimento puro   di Alessandro Usai    1 - 2

Quando si parla di spinning subito la mente viene richiamata da immagini di spigole, lecce e barracuda. Ci sono tuttavia prede minori in grado di farci trascorrere delle bellissime giornata di pesca all'insegna del divertimento puro, fuori dalla logica della preda gigante, del record personale da battere, della foto incredibile da appendere in salotto. Anche questo è spinning; essere al mare, immersi nella natura, respirare aria pulita e guardare il cesto vuoto.......con il sorriso sulle labbra.

PICCOLE PREDE? PICCOLE ESCHE - Conscio del periodo di lavoro che mi avrebbe allontanato dal mare per un pò di tempo, decisi di trascorrere a spinning l'ultima giornata di pesca prima di un distacco forzato da essa. Il vento era teso di maestrale, ma non volevo perdermi quella che sarebbe stata una piccola carica prima di molte giornate di lavoro. Decisi di andare in uno di quei posti che un pescatore dopo qualche anno sente suoi. Tra una riccioletta e l'altra, ovviamente liberate, ecco un'attacco differente, proprio sotto il gradino di risacca; tanti colpetti leggeri senza nessuna allamata. Subito immagino cosa possa essere: aguglie, che con il loro becco cercano di tramortire la preda onde cibarsene. Dovete sapere che non è tanto semplice la loro cattura, in quanto l'apparato boccale di cui dispongono è piuttosto rigido; per questo l'ancoretta difficilmente vi si conficca. C'è per questo la necessità di un'ancoretta molto piccola, su un'esca altrettanto minuta, in modo che più di una punta possa fare presa. Le esche artificiali migliori sono senza dubbio i cucchiaini, ondulanti o rotanti, di tutte le colorazioni. Nonostante le piccole dimensioni necessarie per la cattura di questo pesce, essi riescono infatti a mantenere un'ottima lanciabilità grazie al loro alto peso specifico conferitogli dal metallo.

ATTREZZATURA LIGHT - Subito cambiai canna e confezionai un'esca più adatta; un piccolo Shiny Spoon della Blue Fox con un'ancoretta molto più piccola di quella che monta di serie. Come canna montai una 3,30 mt molto elastica, con capacità di lanciare esche piccole e leggere, casting weight 10-30 grammi. Data la preda, cambiai inoltre bobina al mulinello inserendone una caricata con dello 0,22, più che sufficiente per l'aguglia e un buon margine in caso di "catture impreviste".

LA TECNICA GIUSTA - Ogni lancio fu un susseguirsi di attacchi; riuscivo ad agganciarle solo con un recupero molto lento, cosa insolita visto che le aguglie cacciano generalmente esche recuperate velocemente, e che mi fa supporre che stessero attaccando una minutaglia ormai "ferma", poichè chiusa da queste lungo la riva. Sfruttai questa particolare situazione facendo lanci corti e lasciando affondare l'esca prima di iniziarne il recupero, una tecnica che mi permise di sentire l'attacco appena mettevo la lenza in tiro. Una volta allamate, feci un recupero molto lento per non strappare loro l'esile becco, e con la canna bassa, per diminuire le alte possibilità di slamatura provocate dal repentino scuotimento del capo fuori dall'acqua, un atteggiamento tipico dell'aguglia quando si sente catturata.

Questo sistema permette di aumentare la percentuale di successo notevolmente, con un tasso di slamature inferiore al 50%. Un recupero veloce e a canna alta porta infatti le possibilità di successo quasi a zero; causa spesso la rottura del becco dell'aguglia, lasciandoci (è proprio il caso di dirlo...) a "becco asciutto".

 
 

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