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D'estate la cattura
del barracuda mediterraneo, salvo alcune eccezioni, è sicuramente
più probabile che durante il resto dell'anno. Con mare calmo o con
mare mosso, esso si avvicina alle scogliere in cerca di cibo, e le
nostre esche saranno gradite se lanciate nei momenti opportuni.
Capita spesso infatti, che nonostante la sua presenza si accertata,
questo rimanga apatico e insensibile a qualsiasi cosa gli passi
davanti. Ciò però non accade all'alba, momento magico che può
regalare grandi emozioni..... |
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L'ALBA -
In anni di pesca a spinning e a traina, ho notato che se voglio
avere buone possibilità di cattura nei confronti dei barracuda, devo
"svegliarmi presto". A parte rari casi, i pezzi migliori li ho
sempre catturati entro la prima ora successiva al crepuscolo.
Specialmente con mare formato, ma non di rado anche con acque calme,
nei posti giusti il pezzo da 90 si mostra spesso e volentieri. E poi
l'alba ha un suo fascino; lanciare l'esca tra i suoni della natura
che si risveglia, vedere il mondo avvolto nell'arancio, sentire
l'odore del mare disciolto nell'aria fresca del mattino, è un
contorno di tutto rispetto ad un piatto prelibato come una battuta a
spinning. D'estate inoltre, è sicuramente più piacevole che
d'inverno aprire la porta di casa alle cinque del mattino,
soprattutto se si ha un appuntamento con qualcuno.........La
scogliera mi attendeva, e al trillo della sveglia ero felice come
uno scolaro quando sente il suono della campanella di uscita.
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LA SITUAZIONE E IL
LUOGO - Le previsioni erano queste: scaduta di maestrale con
vento debole di levante... Subito ho scelto il posto; una scogliera
esposta al mare da nord-ovest, caratterizzata da un fondale roccioso
e da alcuni isolotti ad un centinaio di metri da essa. Qui sono
necessari lanci lunghi, in quanto di fronte c'è una sorta di piana
poco agibile col mare formato, molto estesa e caratterizzata da
acque basse, oltre alla quale il fondo precipita ad una decina di
metri...Quindi niente minnows (troppi incagli), solo cucchiaini; il
vento di levante mi avrebbe inoltre aiutato a scagliare essi ad una
buona distanza. Detto fatto, eccoci lì, io e il mio compagno di
pesca, muniti di lampada frontale e pronti ad incontrare il
sole...... |
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IL GIOCO HA
INIZIO... E FINE - Dopo varie uscite, si è notato che qui i
barracuda preferiscono un colore su tutti: il blu. E allora ecco
l'esca, un Abu Toby Rocket da 16 gr, con ancoretta VMC serie
saltwater. Via! Subito i primi lanci, indirizzati alcuni metri oltre
la "strike zone", il punto in cui le onde scagliandosi sulla piana
creano una discreta area di risacca. Come già detto, quì ci sono una
decina di metri di profondità; appare chiaro che un cucchiaino
potrebbe lavorare troppo in superficie per invogliare all'attacco un
barracuda che se ne sta giù, mimetizzato tra i sommi; per ovviare a
ciò attendevo 6-7 secondi prima di iniziare ogni recupero, al fine
di far iniziare a nuotare l'esca da una posizione più prossima al
fondo. Dopo alcuni lanci ecco la botta, secca e decisa. Alcuni giri
di manovella e la preda capisce di essere vittima di un inganno e
parte a tutta forza verso il largo... Sicuramente un barracuda. Non
potevo chiudere la frizione ulteriormente, in quanto lo 0,25 che
avevo in bobina non avrebbe tenuto... Dovevo solo attendere che si
fermasse. La cannetta "15-40 gr" si difendeva comunque bene, e
incurvandosi faceva sentire alla bestia che il carretto da tirare
era "carico". Dopo varie sfuriate, eccolo arrivare. Correva
lateralmente alla scogliera sfruttando l'onda di ritorno per fare
altre piccole fughe oltre il gradino della piana, verso il fondo. Io
invece cercavo di tenerlo li, in attesa di un'onda che mi aiutasse a
portarlo sulle vicine rocce piatte. Finalmente arriva
l'onda giusta, lui è stanco, ha appena finito la sua breve fuga...
Colgo l'attimo e lo tiro a riva. E' un bel pezzo, oltre il metro di
lunghezza. Non ha saputo resistere ai riflessi blu che tanto amano i
barracuda della zona. Sono appena le sette e venti del mattino, e
l'uscita per noi è già conclusa, positivamente. |