Nostre - Surfcasting notturno  di Alessandro Usai   1 - 2

 

La notte, il buio…Un senso di mistero, un'altra dimensione, dove l’udito ricostruisce con l’immaginazione ciò che gli occhi non vedono. Il sole scende, il cielo è tinto di arancio e di blu scuro, spuntano le stelle. I vettini delle canne sono immobili, il vento è calato, solo lo scrosciare delle onde a sottofondo di una nottata di pesca…E' surfcasting notturno.

LA POSTAZIONE GIUSTA - Quando si vuole praticare il surfcasting notturno bisogna scegliere per bene il luogo adatto. A parte la scelta della zona in base all’esposizione al mare, in base al tipo di fondale e alle possibili prede, dovremo prestare attenzione nel dettaglio alla posta ideale sulla quale piazzare le canne. Quando andiamo a pesca di giorno, da buoni surfcastman ci posizioniamo nei pressi di un bel canalone e lì direzioniamo i tiri. Arrivando sulla spiaggia a sole calato, non sarà facile identificare il punto migliore, ancor più se non ci sarà neppure la  luna con il suo lieve bagliore a darci una mano. Per questo motivo è buona abitudine sistemarsi prima che il sole cali, verificando da una posizione alta i punti migliori e l’eventuale presenza di alghe. Arrivando sulla zona di pesca 1-2 ore prima del tramonto potremo inoltre osservare il movimento dei banchi di alghe strappati al fondo dalle correnti, in modo da non trovarci dopo alcune ore di pesca a recuperare chili e chili di alghe rimaste annodate sui terminali.

ESCHE E PREDE DELLA NOTTE - Le prede tipiche del surfcasting che normalmente catturiamo durante le battute diurne, potremo catturarle anche nelle uscite notturne. Quindi per prede come orate, saraghi, mormore utilizzeremo le stesse esche di sempre; vermi americani, bibi, arenicole, cannolicchi e quanto solitamente usiamo con successo, sugli stessi terminali che ci hanno fatto pescare di giorno. Durante la notte però nuovi concorrenti potranno fare la comparsa sui nostri ami…Gronghi, murene, pesci serra e spigole sono le prede che per eccellenza potremo definire “notturne”.

E’ vero che la spigola può essere catturata anche durante una bella scaduta in pieno giorno, ma la notte rimane senza dubbio uno dei momenti migliori per ricercarla. Per queste prede dovremo utilizzare esche e terminali specifici, costruiti su misura per avere la meglio sulla dentatura di alcuni di questi. Faremo inneschi voluminosi a base di sarda o muggine; la prima più universale e autopasturante, tanto da richiamare le prede da una certa distanza, il secondo è più indicato nello specifico per la cattura del pesce serra. I terminali dovranno essere senza dubbio robusti, su montatura fissa o scorrevole per le prede più sospettose, come la grossa spigola o il pesce serra. La spigola non è tanto combattiva nè provvista di denti aguzzi…Ma non potremo scegliere che pesce prendere quando l’innesco voluminoso sarà gettato tra le buie acque della notte. Quindi andremo sul sicuro e costruiremo il finale almeno con un buon monofilo di diametro variabile tra lo 0.30 e lo 0.60, che sarà buono anche per il grongo. Ma a seconda delle zone potrebbe capitare che questo non sia sufficiente, che dopo una piccola tocca percepita sul vettino il nostro terminale sparisca tra le oscurità, lasciandoci con un palmo di naso. E’ lui, il pesce serra…Oppure è lei, la murena. Provvisti di una dentatura incredibilmente tagliente, in pochi istanti avranno la meglio su qualsiasi monofilo. Ecco allora la necessità di costruire terminali più robusti in cavetto d’acciaio con ami ben affilati !

ATTREZZI PER IL SURF NOTTURNO - Per affrontare una battuta notturna avremo bisogno di particolari attrezzi e accessori che non utilizziamo invece nelle battute diurne. Una buona organizzazione in questo senso è fondamentale per poter trascorrere una “dodici ore” sulla spiaggia. Transigere in questo potrebbe trasformere una magica notte in riva al mare in una gelida nottata da naufraghi…Vediamo allora di cosa avremo bisogno quando il sole ci saluterà all’orizzonte!

ABBIGLIAMENTO - Umido, piogge improvvise, vento…Questo è quanto potremo incontrare nelle nostre uscite di pesca notturne, dove l’assenza del sole favorirà purtroppo la percezione di questi agenti atmosferci sfavorevoli. Cerchiamo allora di alleviare il più possibile il disagio con un abbigliamento adeguato alla stagione e alla giornata di pesca in particolare. L’umido è sempre in agguato: sia d’estate che d’inverno, calato il sole lo sentiremo entrare nelle ossa, e si manifesterà anche sulle nostre cose sottoforma di piccole goccioline. Importante in questo caso l’utilizzo di un semplice incerato o di un buon giubbotto impermeabile nelle nottate più fredde; ci ripareremo in questo modo anche dal vento e da eventuali piogge inattese. Per la protezione delle gambe troviamo in commercio dei pantaloni dedicati, talvolta venduti con lo stesso incerato o separatamente; sono ottimi quelli imbottiti, che ci proteggono inoltre dalle basse temperature. Altrimenti una soluzione in un unico pezzo è la cosiddetta tuta termica, che potremo indossare nei mesi invernali.

Costruita con materiali traspiranti, fa respirare la pelle e allo stesso tempo protegge da tutti gli agenti atmosferici che si incontrano nella pesca dalla spiaggia. Da non trascurare infine i piedi. E’ molto fastidioso avere i piedi ghiacciati durante le notti trascorse sulla riva del mare, con gli stivali che si immergono continuamente tra le onde che spianano il bagnasciuga. Molto comodi in questo caso i calzari, che infileremo prima di indossare gli stivali: terranno al caldo i nostri piedi anche nelle nottate più gelide, dandoci un conforto enorme.

 
 

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