Nostre - Surfcasting: dove, come, quando   di Alessandro Usai   1 - 2

 

A grande richiesta facciamo un riepilogo dei luoghi, dei momenti e delle metodologie per praticare con buone possibilità di cattura la nostra passione. Visto che ogni luogo ha i suoi momenti e le sue tecniche, ogni riferimento sarà fatto immaginando di creare la situazione "tipica", rispolverando le regole classiche per una buona battuta di pesca.

PREMESSA - Come gia detto, ogni zona è a se stante, con i suoi momenti buoni, i suoi punti migliori e le strategie più indicate per avere la meglio. Condividendo questo ragionamento, non dovrei scrivere nulla, poichè qualsiasi cosa scrivessi sarebbe giusta e sbagliata allo stesso tempo. Mi limiterò quindi a riesumare quei ricordi, lontani e ormai sepolti in chissà quale meandro della mente, che ogni pescatore nella sua vita ha osservato o semplicemente sentito senza averli mai presi troppo sul serio. Questo perchè troppe volte la frase "non c'è pesce" è stata scudo di chi furbescamente o ingenuamente ha motivato il suo insuccesso senza capire i propri errori e i propri limiti, mentali più che fisici......

Possiamo iniziare.

 

DOVE ?- Ovviamente al mare, meglio ancora in spiaggia, più precisamente "nel punto giusto". Ma quale? Nelle spiagge il moto ondoso crea delle zone ove la sabbia viene a raccogliersi e a formare dei "cumuli", facilmente visibili...Le cosiddette "altine". Le onde, infrangendosi qui, disseppelliscono microrganismi precedentemente sedimentatisi, fornendo quindi nutrimento ai nostri amici pesci, quali mormore, orate, saraghi, cefali ecc. Formano inoltre la risacca, che viene sfruttata dai predatori per celarsi agli occhi attenti delle loro probabili vittime, sferrando l'attacco dopo un avvicinamento silenzioso e impercettibile. Il punto buono non è tuttavia l'altina, ma la buca (o caduta) nei pressi di questa, o il canalone che si può osservare tra due altine. E' qui che i microrganismi appena rimossi passano trasportati dalle correnti, e i grufolatori sono pronti per cibarsene, è qui che l'area di risacca rimane costante e i predatori stanno quatti per approfittarne......L'acqua è particolarmente ossigenata...Ecco che si è creato un ecosistema. Questo è il punto buono! In questo gioco di onde e correnti si svolge la vita degli abitanti della spiaggia, che vivono tra il nascere e il morire delle altine, create e disgregate da quello che hai nostri occhi appare appunto solo come un gioco di onde.

MA NON SOLO... - Se poi la spiaggia in questione offre un fondale misto, circoscritto o vasto che sia, ma ben esposto alle correnti e al moto ondoso, ecco che abbiamo a portata di tiro un altro punto buono. Qui le prede saranno anche gronghi e murene, ma si potranno continuare a catturare anche saraghi e orate. Spesso proprio sui margini che danno sulla sabbia si faranno le pescate migliori, diminuendo inoltre di molto il pericolo di incagli. E che dire delle foci? Se nei pressi della zona prescelta è presente una foce o una qualsiasi forma di rimescolamento con acque dolci, ecco che ci troveremo in un'altro "hot spot". Gli amanti dell'acqua salmastra, la spigola in primis, saranno qui probabili vittime delle nostre lenze......Ma anche altre prede faranno la loro comparsa. Prima di arrivare sul mare le acque che giungono in foce strappano al terreno numerose sostanze nutritive che andranno a sedimentarsi laddove la forza del torrente andrà a sopperire......Nella riva dinnanzi la foce, appunto.

PERO'...NON BASTA - Ora che avete chiaro nella mente dove andare a gettare le vostre canne magari pensate di essere già "arrivati"......Per la serie "Chi ben comincia è a metà dell'opera"! Più o meno è così, ma non credo che sapere dove andare a pesca si possa definire "metà dell'opera". Non finiremo mai di imparare! Vediamo quindi altre 3-4 cosucce che ci torneranno sicuramente utili una volta individuata la "zona calda"...

 
 

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