Nostre - Surfcasting: soluzioni per l'estate   di Alessandro Usai   1 - 2

 

Mare in scaduta, cielo coperto, un incerato addosso.....Ecco gli ingredienti fondamentali per una battuta di pesca che si rispetti. Ma l'avvicinarsi della stagione calda non rispecchia il periodo migliore per la nostra passione...Quindi bisogna adattarsi. I pesci sono sempre li, nel mare, e sta a noi capire dove e come cercarli...Oltre le solite regole.

IL CALDO INCALZA - La stagione dei bagni sta arrivando, i venti da sud iniziano a farla da padrone e non di rado si presentano giornate di assoluta calma. "Come fare?"...Direbbe qualcuno! Riponiamo l'attrezzatura da surfcasting su in soffitta e la ritiriamo giù verso Ottobre? Molti fanno così, ma noi che alla pesca abbiamo dato il cuore, NO! Qualche tempo fa abbiamo visto come nei mesi estivi la soluzione migliore sia organizzare delle battute notturne (vedi "notti d'estate"); ma non tutti sono disposti ad attrezzarsi di lampade e tendina per affrontare la notte! Vediamo allora cosa si può fare se vogliamo far lavorare le nostre canne da lancio sotto il caldo sole dell'estate, senza infrangere le leggi. Ricordate infatti che è vietato effettuare la pesca diurna in spiaggia nei mesi che vanno da giugno a settembre (informatevi bene sulla normativa di legge attuata nella vostra zona di pesca) .

IL LUOGO ADATTO - A parte la legge, è bene sottolineare che lanciare tra la gente che si fa il bagno non è mai stata una mia abitudine.....Credo nemmeno la vostra. La necessità quindi di trovare un luogo ove poter pescare in pace e senza infrangere la legge è palese: il fondale misto rimane forse l'unica alternativa. La soluzione sta nella ricerca di una zona costiera che non assomigli troppo ad una spiaggia. Ovvio poi che non devono esserci comunque nei pressi nè sub, nè surfisti, nè qualsiasi oggetto di disturbo o di pericolo. Se avete a disposizione un fuoristrada vi sarà sicuramente più facile riuscire nell'impresa. Noi abbiamo organizzato la nostra battuta in una zona abbastanza selvaggia della Sardegna meridionale, dove l'arenile è spezzato da una vegetazione che si estende fino a riva, tanto da essere a bagno con l'alta marea. Non ci sono strade, senza un 4x4 la zona è impraticabile: vi si accede in questo caso solo se si ha tanta forza di volontà e se si amano le lunghe scarpinate!!! Noi facciamo parte di questi ultimi: niente fuoristrada e tanta voglia di camminare...........(per forza!)

I PREPARATIVI - Anche qui, zona abbastanza sperduta, i segni del passaggio dell'uomo (pescatore nello specifico) sono comunque evidenti. Scatole di esca gettate qua e la, star light e bustine di nylon sotto i cespugli. Penso proprio che anche i pesci già conoscano quell'animale detto "uomo"!!! Il cielo è pulito, il sole lentamente compare dietro la montagna; solo una brezza ci solletica la pelle. Non passa molto tempo che abbiamo montato le canne e iniziamo i preparativi..... Costruisco il complesso pescante: attacco nella parte bassa del trave un long arm in fluorocarbon di circa un metro dello 0,28. La preda cercata? L'orata. Questo è forse l'unico pesce che nella zona giusta col sole alto e scottante fa spesso la sua comparsa. L'acqua è limpida: con la luce fortissima delle ore successive il fluorocarbon è più che mai necessario. All'estremo del mio terminale un piccolo bibi, nel quale è celato un minuscolo amo del 6 in acciaio; ho proprio voglia di andare contro le regole, evito il classico innesco voluminoso perchè troppo sfruttato anche in loco per la ricerca delle orate di taglia.....Sino ad oggi ne hanno visti tanti. Mi affido invece a quel minuscolo bibi, che appare tanto innocente e che sollevo dal fondo con un piccolo flotter, fermato sul finale ad una ventina di cm da esso.....Sono pronto a lanciare!

PERCHE' IL FLOTTER? - "Ma le orate non mangiano l'esca ferma sul fondo?" Molti se lo chiederanno....E io rispondo:" Si, se la vedono!" Qui il fondale è ricco di vegetazione e folti banchi di alghe: se l'esca vi finisse sopra le possibilità di essere intercettata sarebbero molto ridotte, vista anche l'assenza di correnti che ne possano diffondere l'odore. E' bene quindi in questi casi affidarsi alla vista dei pesci più che all'olfatto: il flotter, oltre che sollevare l'esca dal fondo e renderla più visibile, è esso stesso un ottimo richiamo visivo dato il suo colore vivace. Inoltre, non di rado proprio l'orata lo schiaccia con la sua potente dentatura, tanto è incuriosita da quello strano pallino che fluttua dinanzi a se!!!

 
 

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