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Sarago |
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CARATTERISTICHE
- Vi
sono varie specie di sarago: in generale si può dire che il colore
argenteo e le striature nere che verticalmente attraversano il suo
corpo tondeggiante sono la caratteristica che lo contraddistinguono;
solo nel sarago “fasciato” si possono osservare solamente due
strisce, una sulla testa e una sulla coda di questo stupendo pesce. |
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MOMENTI - Anche nel caso del sarago, la scaduta è quanto mai provvidenziale per arrivare alla sua cattura, che avviene in momenti precisi della giornata. Il sorgere del sole, il tramonto e le ore notturne, i momenti in cui insidiarlo. Se si tenta la sua cattura in orari diurni, il mare formato è la regola essenziale per avere qualche possibilità di buon esito. |
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ESCHE - Vermi come il bibi e l’americano sono le migliori esche di cui il sarago va’ ghiotto, le quali sono dotate anche di una buona resistenza in presenza di mare mosso e forti correnti. Anche il cannolicchio e il murice sono altrettanto validi, e in questo caso l’innesco può essere multiplo, utilizzando l’ago per infilzare l’esca in varie quantità. AMI - Come per le orate il consiglio migliore è quello di non far mancare nella nostra cassetta degli attrezzi dei buoni ami robusti, meglio se in acciaio e a gambo medio. Ottimi i beck della misura dal 6 al 2, scelti in base alla dimensione dell’ innesco, se vogliamo che il pesce ingoi l’esca, o i shaughnessy per la pesca al tocco. |
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ARMATURE & TERMINALI - Il diametro dei terminali per insidiare il sarago sarà compreso tra lo 0,25 e lo 0,30. La loro lunghezza è variabile tra i 30 e gli 80 cm a seconda dell’armatura: 40 – 80 cm se montati su di un’armatura del tipo short rovesciato (anche con un flotterino), 30 – 40 cm per i bracciolini del pater noster. |
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Disponibili 2 reportage di pesca collegati a questo pesce : 1 2 |
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